Black Country Communion

E’

tornato l’Hard-Rock; almeno cosi sembra.

Gli sciamani che hanno riesumato il fantasma di un genere che ha fatto la storia della musica, si sono riuniti in un supergruppo che corrisponde al nome di:”Black Country Communion”.

Mi piacerebbe conoscere la musa ispiratrice di questa collaborazione, ma ce da dire che nel mondo musicale anglosassone, a differenza del nostro, è una pratica molto frequente e alle volte molto proficua dal punto di vista artistico.

Il progetto musicale e anche di marketing – vedere il sito ufficiale – è stato comunque ben congeniato, infatti non si sono riuniti dei signori attempati, con dentiere e parrucche tecnologicamente avanzate, reduci di quegli anni di sesso, droga e rock e’roll, ma ne hanno preso solo uno, tanto per dare un senso alla vicenda, che è veramente una leggenda dell’Hard-Rock, anzi è la sua voce cioè Glenn Hughes.

Gli altri componenti sono il grande chitarrista blues Joe Bonamassa , il tastierista Derek Sherinian (Dream Theater, Alice Cooper,Planet X) e il batterista Jason Bonham., figlio, udite udite, di John dei Led Zeppelin.

Il loro omonimo album d’esordio, uscito il 21 settembre, è un ottimo lavoro godibile nell’ascolto e, visti i musicisti, suonato in modo eccellente con un Glenn Hughes in grande forma.

Ad un primo ascolto, devo onestamente dire, aleggia nell’aria l’effetto nostalgia, alla Paolo Limiti, ma l’elemento che ci riporta ai tempi moderni è sicuramente la sei corde del virtuoso e soprattutto versatile Bonamassa, che non si è lasciato andare ad una facile e triste rivisitazione dei tempi che furono, ma ha saputo creare un ponte sonoro che unisce con sostanza passato e presente.

Leggermente in ombra le tastiere, il che è un peccato avendo a disposizione un vero talento come Derek Sherinian, sarà stata una scelta compositiva ma certamente una caratterizzazione più spiccata non avrebbe sicuramente guastato.

Sicuramente un album da consigliare, intendiamoci non è un capolavoro, e se siete degli inguaribili nostalgici:”mano al fazzoletto”.

Track list:

01.  Black Country

02.  One Last Soul

03.  The Great Divide

04.  Down Town

05.  Beggarman06.  Song of Yesterday

07.  No Time

08.  Medusa

09.  The Revolution in Me

10.  Stand (At the Burning Tree)

11.  Sista Jane

12.  Too Late For Sun

Sandro

Sono un uomo mediocre che ha trovato il suo riscatto nel dolore. Il dolore mi ha destato dal mio ingenuo sonno infantile, mostrandomi l’immagine della divina sopravvivenza. È durato il tempo che un fulmine mostri la sua sgraziata sagoma ed il lume si è spento, annegato nella sua madre cera. Trascino la mia esistenza con malcelato imbarazzo, aspettando il nuovo riscatto. Buona navigazione. Google+

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